Lost – Cos’ha detto Jack a Kate
Samuele non aveva voglia di andarsi a rivedere la prima puntata di Lost per scoprire cosa avesse detto Jack a Kate quando gli stava mettendo dei punti ad una ferita e mi ha chiesto di fare un post apposito.
Attenzione: il post tratta argomenti della terza serie che sta andando in onda in America, chi vuole evitare spoiler non legga oltre.
Nella sesta puntata della terza stagione, Jack chiede a Kate se si ricorda cosa le aveva detto quando erano sulla spiaggia il giorno che era caduto l’aereo e le dice che quando sarà salva lo contatterà e gli racconterà quella storia.
Ecco il dialogo tra i due nella prima puntata della prima stagione:
Jack: Stai andando bene.
Kate: Non sembri per nulla spaventato. Non riesco a capirlo.
J: Beh, la paura è una cosa strana. Quando ero un assistente il mio primo intervento da solo fu sulla spina dorsale di una ragazza. Una sedicenne. E alla fine, dopo 13 ore, la stavo richiudendo, e io… per sbaglio le ho strappato il sacco durale. Le ho strappato la base della spina dove tutti i nervi si incontrano. Membrana, tessuto stenoso. Si aprì completamente. I nervi le uscivano fuori come pasta, sai, come capelli d’angelo. I fluidi spinali scorrevano fuori, e io… e il terrore era così… folle. Così reale.
J: E io sapevo di doverlo affrontare. Così feci una scelta.
J: Avrei lasciato entrare la paura. Le avrei dato il controllo. Così che facesse la sua parte.
J: Ma solo per cinque secondi. Quello era quanto le avrei concesso. Così cominciai a contare. 1… 2… 3… 4… 5.
J: Alla fine era andata. Tornai al lavoro, la ricucii e lei si rimise.
K: Se fossi stata io, credo che sarei scappata a gambe levate…
J: Beh, non credo sia vero. Non stai scappando ora.
Io ci sto pensando già da qualche giorno, ma non riesco a capire perché gli autori hanno messo questo riferimento a quell’episodio, tra l’altro la puntata si conclude con Jack che ordina a Kate di correre perché anche questa volta non voleva scappare. Ovviamente lei sapeva che non poteva andare da nessuna parte perché Sawyer le aveva detto che erano su un’altra isola.
Forse ci consigliano in questi mesi di pausa di riguardarci tutte le puntate precedenti?
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[...] La paranoia è l’unico sentimento possibile quando il mondo intero ce l’ha con te o almeno così dicono. Vorrei potermi sfogare qui ma al momento non mi è possibile, né sarebbe opportuno e così, in questo periodo di problemi grandi e piccini, cerco di soffocare ansia e inquietudine con un po’ di sana paranoia. Ai misteri dell’isola che non c’è, ho aggiunto claustrofobia e agorafobia. Nelle pause tra un battito e l’altro mi sollazzo con un po’ di umorismo nero e un po’ di quello geek. Ora siccome parte della soluzione ai miei drammi si nasconde nella perfida Albione e io parlo come l’ispettore Callaghan, ho dovuto cercare una nota più “british” e l’ho trovata, ovviamente, sulla BBC: essa è la cospirazione. Che poi non si dica che non l’avevo detto. [...]
Pingback di jtheo 2.0 » Archive » La paranoia il 14 novembre 2006 alle 00:18Penso che Jack abbia fatto la stessa cosa al simpatico Ben. Grazie per il ricordo…
Commento di Samuele il 22 novembre 2006 alle 23:01Prego, dovere di blogger :)
Commento di Principe il 23 novembre 2006 alle 00:00Che bello, anche voi siete aggiornati agli episodi come li trasmettono in America?
Commento di stefanomd il 25 novembre 2006 alle 11:02Ma… voi come fate a vederli? Il buon vecchio BitTorrent?
Certe informazioni posso darle solo in presenza del mio avvocato, diciamo che mio cugino che sta in america mi spedisce le videocassette. :)
Commento di Principe il 25 novembre 2006 alle 13:06