31 dicembre 2010

Buon anno

Si chiude un anno così così: tra operazioni (mie) e acciacchi vari (dei familiari), abbiamo visitato vari ospedali.
Speriamo che il prossimo vada un pochino meglio, in tutti i campi, ci vorrebbe proprio.
Per l’anno nuovo, ho solo un buon proposito: tenere in vita questo blog.
Se non ci riesco, continuerò sul tumblr.

A te che passi di qua su queste lande desolate, ti faccio un augurio di un felice 2011.

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20 dicembre 2010

Buon Natale

Come per gli amici di facebook, avviso anche gli amici del blog che devo tornare di nuovo sotto i ferri.
Devo ripetere l’intervento all’occhio, lo stesso fatto ad aprile.
Un bel regalo di Natale, infatti se tutto va bene tolgo la benda sabato.
Ne approfitto quindi come al solito, per fare gli auguri di un sereno Natale a tutti quelli che passano di qua.

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15 novembre 2010

Considerazioni sportive

Non mi piace sentire Marotta lamentarsi del diverso metro di giudizio usato sul rigore non dato al Palermo contro il Milan e su quello dato alla Roma contro la Juve. L’errore è stato commesso nella prima partita: il rigore andava dato.
Considerando poi il fatto che in realtà c’era il rigore su Mexes, non era proprio il caso di lamentarsi, semmai mi sarei lamentato della partita sotto tono di Felipe Melo. Avesse giocato come le ultime partite, forse si poteva vincere la partita.

Non mi piace sentire dire i giornalisti che la Red Bull ha fatto un tranello alla Ferrari perché così sembra che abbia fatto una cosa che non si poteva fare. Invece ha semplicemente fatto una sosta ai box. Mi piacerebbe sentire al riguardo quelli della Ferrari per sapere cosa avessero in mente visto che in quel momento il problema non era Webber ma Vettel che era davanti.
Detto questo, se Montezemolo dovesse dimettersi, allora avremmo già rinnovato il Parlamento senza bisogno di elezioni, considerato quanti onorevoli avrebbero dovuto lasciare la propria poltrona per le fesserie dette e fatte.

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11 ottobre 2010

Allora i blog non sono ancora morti

Era un pezzo che non entravo qui dentro, ho indovinato la password al terzo tentativo, forse dovrei cambiarla, se ci è voluto così poco evidentemente è troppo facile.

Vabbè, visto che qua si scrive poco (o nulla), ma si continua a leggere, oggi ho fatto una revisione dei feed nell’aggregatore è ho scoperto che Arkangel è passata a WordPress e che quindi ora ha i feed.

Magari anche tu non lo sapevi.

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3 agosto 2010

Un debutto SERISSIMO

Quasi sette anni fa, aprivo il blog, all’inizio del 2005 traslocavo qui su diludovico.it, noto nella blogosfera come il condominio.
In questi sette anni ho sparso qua e là qualche commento, un po’ di mail, ma non ho mai partecipato a blogfest, barcamp o meetup, quindi mai incontrato nessun blogger dal vivo, qualcuno l’ho visto in foto, altri sono amici su facebook, ma di persona nessuno.
L’asocialità fatta blogger, in fondo sono un timido.
Questo fino a ieri sera: sul molo di Rimini c’era la presentazione di Spinoza, il libro serissimo.
Ovviamente l’ho saputo da FB, è comparso sulla mia bacheca e ho pensato: quasi quasi ci vado.
Nel pomeriggio dovevo fare dei giri e ne ho approfittato anche per comprare il libro, intenzionato a farmelo firmare.
La sera ovviamente parto in ritardo, arrivo al molo con buona parte delle sedie già occupate, poco male, mi siedo nell’ultima fila, giusto nel momento in cui Lia Celi chiedeva di aspettare ancora un po’ in quanto i due ragazzacci erano dispersi in qualche ristorante di Rimini.
Nel frattempo le due persone alla mia sinistra cedono e se ne vanno, così mi sposto sulla prima sedia proprio dove c’è il passaggio centrale. Dopo qualche minuto arriva stark, ma me ne accorgo solo dopo che mi è passato di fianco. Poi mi giro e vedo arrivare lo zio, mi esce un sorriso, lui mi guarda o almeno così mi è parso, accenna un saluto e mentre scruta il pubblico si avvia sul palco dove lo aspettavano gli altri.
Durante la serata vedo tra il pubblico livefast che si alza per una sigaretta e mi chiedo se ci siano altri blogger in platea.
Alla fine della serata mi metto in coda per la dedica pensando già a che cavolo dire e come presentarmi.
Il dialogo, secondo quello che ricordo, più o meno è stato:
Io (a stark): Ciao, noi siamo condòmini.
Stark fa una faccia come a dire: Cazzo dice questo che abito in un appartamento singolo!
Io: diludovico, sono Principe.
S.: ah, finalmente.
Io: eggià, debutto in società.
Scrive la dedica, e chiama eio per la firma, presentandomi.
eio: vi eravate già visti?
ie e stark: no!
eio: cazzo, state a tre metri!
Poi stretta di mano, complimenti di rito e me ne vado, senza nemmeno chiedere se si fermavano a bere qualcosa. Insomma un vero principe della cafoneria!
D’altronde signora mia cosa vuole? Qui si va per gradi, chissà quanto tempo passerà ancora prima che mi presenti in un posto dove ci sono altri blogger, forse al prossimo libro dei due?

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18 giugno 2010

Impressioni mondiali

Non capisco tutto questo pessimismo verso la Nazionale.
Era stato deciso che con questa squadra si tornava a casa presto?
Il pareggio con il Paraguay ha dato due segnali:
segnale negativo, siamo andati in svantaggio
segnale positivo, abbiamo pareggiato
bonus track, la squadra corre, la condizione fisica potrebbe tornare utile nelle prossime partite.

Secondo me dovremmo abituarci ad un’Italia tipo Usa ’94 e comunque viste le premesse tutto ciò che viene è un di più.
Detto ciò al momento c’è chi sta peggio di noi (n’est pas Raymond?): Francia quasi fuori e la favorita Spagna partita con il piede sbagliato.

Per concludere io direi di fare attenzione alla Germania, dall’Argentina mi aspetto che batta tutti o che esca agli ottavi, sull’Inghilterra per il momento sospendo il giudizio.

Ehm, mentre scrivo Germania 0 Serbia 1.
Mi piace quando azzecco i pronostici!

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14 maggio 2010

Principe sotto i ferri #3

Le dimissioni
La nottata è passata tranquilla, gli effetti dell’anestesia si facevano ancora sentire e l’antidolorifico contribuiva. La mattina veniamo svegliati dall’infermiera capo che ci mette il collirio nell’occhio operato e ci avvisa che se le visite con il dottore non rivelano problemi, ci mandano a casa. Ovviamente il dottore se la prende comoda.
Siccome il mio stomaco comincia a brontolare un po’, chiedo se si può avere la colazione. Dopo qualche minuto vengo accontentato con del caffellatte e dei biscotti che mi fanno ricordare che nell’armadietto ci sono dei ringo che mi aspettano, quindi finiti i 4 biscotti gentilmente offerti dall’ospedale, mi fiondo sui miei. Finita la colazione mi metto tranquillo a letto e aspetto che arrivi il dottore.
Dopo circa mezz’oretta mi fanno fare un controllo da un dottore, ma per il responso definitivo bisogna aspettare il primario che si fa attendere ancora un’oretta. Quando finalmente arriva mi dice che devo tenere la benda ancora per tre giorni, mi prescrive un collirio e fissa il controllo per la settimana successiva.
Me ne ritorno in camera e aspetto tutti i documenti per la dimissione, quando arrivano mi vesto, raccolgo le mie robe, saluto tutti, inforco gli occhiali da sole e mi dirigo alla macchina accompagnato dai miei.
Fuori splende il sole e fa caldo a ripensarci adesso che sembra autunno mi sembra siano passati mesi e invece era solo il 29 aprile.

Nel frattempo ho già fatto due visite di controllo, vedo ancora un po’ appannato e domani finisco la malattia quindi lunedì si ritorna al lavoro. I colleghi mi hanno già avvisato che una marea di cose in sospeso e per di più dobbiamo cominciare a pianificare le (molte) ferie arretrate, quindi saremo a servizio dirotto fino a settembre e forse oltre.
Quasi quasi mi faccio dare altri giorni di malattia…

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13 maggio 2010

Principe sotto i ferri #2

L’intervento
Notte da incubo, se non fosse che non ho dormito per un periodo abbastanza lungo, quindi è stato un incubo ad occhi aperti. Forse era anche la tensione per l’intervento, ma mi sentivo abbastanza tranquillo.
Ovviamente la mattina presto l’infermiera mi viene a svegliare quando ero riuscito a prendere sonno. Mi lascia dei teli e mi dice che devo farmi la doccia. Rimango ancora nel letto qualche minuto e poi mi dirigo nel bagno ed entro nel box doccia, ci fosse stata la vasca avrei sicuramente fatto un pisolino lì dentro.
Finita la doccia mi rivesto e aspetto l’infermiera che mi deve bucare il braccio per la profilassi, ovviamente al primo buco non becca la vena!
Me ne sto tranquillo un’oretta ad aspettare che la flebo finisca e nel frattempo arrivano i miei, poco dopo arriva l’infermiera capo che comincia a salutare tutti, colleghi, pazienti e visitatori, urlando dal corridoio. Entra nella mia stanza ribadendo un fragoroso buongiorno e mi porta il camice da mettere al posto della maglia del pigiama. Dopo non so quanto tempo arriva la portantina e sposta il letto fuori dalla camera, la sala operatoria è proprio lì difronte, infatti la mattina precedente era un viavai continuo di vecchietti sulla sedia a rotelle: tutte cataratte. Sebbene il tragitto fosse corto, facciamo una sosta ai box, proprio in mezzo al corridoio perché decidono di farmi salire su un altro letto, poi mi portano nella pre-sala operatoria dove mi mettono la cuffia e dei copripiedi. Sono in coda ad un altro paziente, ma veniamo superati entrambi da un altro che entra prima di noi in una delle sale, poi è il mio turno. Entrato in sala operatoria, un altro cambio di letto, mi rialzo di nuovo e mi stendo su quella che sembra una poltrona da dentista stesa al massimo. Dentro la sala ci sono già due infermiere, l’anestesista e un dottore/chirurgo ma che non sarà lui ad operarmi. Nel frattempo chiacchiero un po’ giusto per allentare la tensione, chiedo se hanno la musica e mi fanno vedere il cd già pronto nello stereo, sul cd c’è scritto LK che visto l’intervento che devo fare interpreto come lamellar keratoplastic, mi rammarico di non aver chiesto che musica fosse. Nel frattempo cominciano a prepararsi, arrivano le cornee, un’infermiera mette in ordine gli strumenti e l’anestesista comincia ad attaccarmi un po’ di roba, poi maneggiano una flebo di non so che cosa e nel frattempo mi avvicinano la maschera, faccio solo in tempo a sentire una boccata di ossigeno bello fresco mentre sento che dicono che la vena non tira e poi…buio completo.

L’intervento è durato circa due ore e io mi sono svegliato circa tre ore dopo, quando mi hanno portato fuori dalla sala operatoria mi hanno detto che ho parlato ma io non mi ricordo assolutamente nulla. Quando mi sono svegliato mi sentivo ancora intontito e faticavo a tenere aperto anche l’occhio non operato, praticamente ho recuperato tutte le ore di sonno perse la notte prima. Nei momenti in cui ero un po’ lucido mi sono accorto che adesso la flebo degli antidolorifici era attaccata sul dorso della mano e non più nel braccio, ho pensato che avessero usato un’altra vena visto che prima di addormentarmi stavano armeggiando lì intorno.
Più tardi nel pomeriggio ho chiesto se si poteva mangiare qualcosa visto che ero a digiuno dalla sera prima, ma l’unica cosa che mi hanno portato era una tazza di tè. Dicevano che era troppo presto mandare giù qualcosa di solido perché avrei potuto avere dei conati di vomito, a quel punto ho deciso che i ringo che custodivo nell’armadietto avrebbero atteso l’indomani.
All’ora di cena hanno portato solo un vassoio, per il coinquilino, ho pensato che mi sarei rifatto con la camomilla serale.
Speranza vana perché questa volta niente camomilla, gli infermieri di questo turno notturno non avevano pensato a noi poveri pazienti.
La sera tra un abbiocco e l’altro ci siamo guardati Barcellona – Inter, finita la partita, subito a nanna chè questa volta non ci sarebbero stati problemi ad addormentarsi.

(continua)

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12 maggio 2010

Principe sotto i ferri #1

Due settimane fa ho fatto un intervento ad un occhio. Ero in lista e mi avevano detto che solitamente l’attesa era di tre o quattro mesi invece, causa rinunce di quelli prima di me, dopo due settimane mi hanno chiamato.

Questo è la cronaca in tre puntate dei tre giorni che ho passato in ospedale.

Il ricovero
Mi presento la mattina puntualissimo alle 7.30 accompagnato dai miei, ci fanno accomodare in sala d’attesa. Dopo circa un quarto d’ora l’infermiera mi chiama. Registra i miei dati, mi dà il braccialetto (come nei villaggi turistici), mi fa firmare vari fogli, mi fa tre prelievi del sangue, mi mostra la camera e poi mi manda a fare colazione.
Dopo colazione mi manda a fare l’elettrocardiogramma e quando ritorno faccio la conoscenza del mio compagno di stanza: un signore sulla sessantina un po’ brontolone ma tutto sommato di compagnia. Poi però quando si stende sul letto e si appisola, scopro cosa mi aspetterà per la notte: un trombone in confronto è una ninna nanna.
A metà mattina fa la comparsa sulla porta l’infermiera, mi dà in mano una serie di cartelle e siccome i portantini sono tutti impegnati e che io sono il più giovane (finalmente abbiamo un giovane in reparto), mi dice di accompagnare il coinquilino e quello della stanza a fianco agli ambulatori per fare le visite, io compreso. La moglie del paziente della stanza a fianco, mi scambia per uno che lavora in ospedale. Dopo la visita, rientro in stanza e comincio la settimana enigmistica.
Poi alle 11:45 precise, si presenta alla porta un’infermiera con un carrello pieno di vassoi, volevo fare presente che avrei aspettato ancora un mezz’oretta prima dell’aperitivo, invece quello era il pranzo: un contenitore con la pasta, una confezione simile a quelle delle marmellate degli alberghi ma con il sugo di pomodoro, un altro contenitore con del finocchio, uno con una pseudo frittata, uno con un’arancia, le bustine del grana, del sale e dell’olio, il pane e una bottiglia d’acqua da mezzo litro. Il mio coinquilino che spesso soggiornava lì, aveva portato le posate da casa, io mi sono dovuto accontentare di quelle di plastica fornite dall’ospedale. Finito lo spuntino, speravo passassero con il caffè, ma invece hanno ritirato il vassoio e se ne sono andate.
Dopo pranzo mi stendo un po’ sul letto, ero in piedi dalle sei e avrei fatto volentieri un pisolo, ma dopo pochi minuti dall’abbiocco, mi chiama un’altra infermiera e mi accompagna dall’anestesista. Sbrigo la formalità in pochi minuti e me ne ritorno in camera.
Il pomeriggio passa abbastanza veloce tra un Bartezzaghi e un Ghilardi, tra il bersaglio e le parole crociate senza schema e il lettore mp3. Alle 17.45 di nuovo il carrello delle vivande, mi chiedo ancora a che razza di orari questi fanno gli aperitivi quando mi rendo conto che ovviamente si trattava della cena, fuori dalla finestra si sentivano risate di scherno delle galline, giurerei di averne sentita una che diceva che neanche loro cenavano così presto.
Contenuto della cena, sempre nei soliti contenitori con coperchio: brodino con un impasto simile ai passatelli ma tutto spezzettato, fettina di carne bianca (azzarderei tacchino), purè, una mela, pane e acqua. Alla mia richiesta delle posate, vengo subito ripreso dicendo che avrei dovuto lavare quelle del pranzo (a saperlo portavo lo svelto).
Dopo cena mi metto il pigiama, tanto non sarei uscito, cerco se per caso non ci fosse una wlan disponibile e poi accendo la tv speranzoso di vedere Lione – Bayern. Ovviamente non si vede raiuno e non c’è nemmeno il telecomando, allora il coinquilino preme subito il pulsante delle emergenze e lo chiediamo all’infermiera. Recuperato il telecomando faccio subito una risintonizzazione automatica per poi scoprire che la partita non la davano alla tv analogica. Neanche a chiedere se per caso ci fosse il satellite o il digitale terrestre, quindi spengo la tv e mi metto a letto a continuare le mie parole crociate. Nel frattempo il mio coinquilino tira fuori una radiolina e si mette a cercare una stazione che trasmettesse la partita.
Verso le 21.30 passa l’infermiera a chiedere se volevamo una camomilla, entrambi decliniamo l’offerta.
Al termine della partita, il coinquilino spegne la radio e si mette a… russare, capito l’antifona cerco di tirar tardi con le parole crociate per farmi venire sonno e crollare di brutto senza sentire il mio rumoroso vicino.
Ovviamente non ho chiuso occhio per tutta la notte, oltre al rumore c’era un caldo assurdo e dal corridoio entrava la luce nella camera perché c’era un faretto proprio sulla porta e la notte ne spegnevano solo alcuni. Praticamente di quattro motivi che non mi fanno addormentare, tre c’erano tutti, mancava solo una tv accesa o qualcuno che parlava nelle altre stanze.
Il giorno dopo sarei stato il primo a fare l’intervento.
(continua)

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8 maggio 2010

Flash

Mamma mia (a proposito, auguri a tutte le mamme), è un sacco che non aggiorno, per chi non mi segue sul tumblr o su facebook volevo avvisare che va tutto bene.
Al momento sono in malattia, seguirà cronaca dettagliata dell’evento.
Nel frattempo, non potendo guidare, mi concedo un bicchiere in più, anche a cena.
Se soffiassi nel palloncino, probabilmente sarei al limite.
A presto
Hic

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7 aprile 2010

Lost 6×11

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Secondo me le puntate migliori di Lost sono quelle in cui ci sono Daniel o Desmond.
Quando ci sono tutti e due invece… best episode evaaaaaah!

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19 marzo 2010

Voglio

Voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho (cit.)

Non c’è niente di meglio che un meme per risvegliare questo blog agonizzante.

Attimo chiede cosa stiamo cercando dalla vita, 10 semplici punti.
Questi sono i miei, in rigoroso ordine sparso:
1- Voglio la macchina nuova
2- Voglio ricominciare ad andare in piscina
3- Voglio ridistribuire i carichi in ufficio
4- Voglio una bimba, ma mi accontenterei anche di un maschietto
5- Voglio innamorarmi per lasciarmi il passato alle spalle
6- Voglio una settimana di ferie
7- Voglio perdere qualche chilo
8- Voglio una Juve che perda con onore
9- Voglio scoprire chi mi ha rigato il fianco destro della macchina
10- Voglio lei per il punto numero 4

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10 marzo 2010

Tanto rumore per?

Se le cose stanno così, che bisogno c’era del decreto interpretativo?

Non bastava fare prima un articolo sui propri giornali, una conferenza stampa e una bella denuncia ai radicali?

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2 febbraio 2010

Lost, il giorno è arrivato, forse

Oggi è il 2 febbraio.
Stasera in America ricomincia Lost, l’ultima stagione.
Quando da noi sarà disponibile, sarà già il 3 febbraio.

Oggi è il 2 febbraio.
Famoso anche come il giorno della marmotta.
La marmotta dirà se ci aspettano altre tre settimane di inverno.

Oggi è il 2 febbraio.
Se la marmotta vedrà la sua ombra tornerà nella botola to push the button.
In caso contrario muoverà l’isola e si ritroverà nel deserto, come gli orsi polari.

Oggi è il giorno della marmotta.
Quando da noi sarà disponibile Lost, sarà già il 3 febbraio.
Ti ricordi che canzone c’era questa mattina alla radio quando la sveglia ha suonato?
Fossi in te non andrei dormire

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12 gennaio 2010

Bionde e mori

Enrique Iglesias e Anna Kournikova

Repubblica linka un servizio fotografico ad un giornale locale del suo gruppo editoriale e titola “La favola di Vujacic: amore della Sharapova e titolo Nba”, peccato che quelli della prima foto della gallery a me sembrino Enrique Iglesias e Anna Kournikova (e forse anche due lingue).

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Su ciò di cui non si può parlare è bene tacere. Ma questo è un blog, quindi qualcosa ci devo scrivere.

LE STANZE DEL CASTELLO

OH CHE BEL CASTELLO

LA CANTINA DEL CASTELLO

PASSAGGIO SEGRETO

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